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DIAVOLETTA_WEB
I bambini imparano ciò che vivono I bambini imparano ciò che vivono. Se un bambino vive nella critica impara a condannare. Se un bambino vive nell'ostilità impara ad aggredire. Se un bambino vive nell'ironia impara ad essere timido. Se un bambino vive nella vergogna impara a sentirsi colpevole. Se un bambino vive nella tolleranza impara ad essere paziente. Se un bambino vive nell'incoraggiamento impara ad avere fiducia. Se un bambino vive nella lealtà impara la giustizia. Se un bambino vive nella disponibilità impara ad avere una fede. Se un bambino vive nell'approvazione impara ad accettarsi. Se un bambino vive nell'accettazione e nell'amicizia impara a trovare l'amore nel mondo. Doret's Law Nolte
Un alito di musica o
di sogno, [Crowning]
L'anima dovrebbe sempre star socchiusa July 05 volontariatoFebruary 16 poesiaQuando ti sei svegliato stamattina ti ho osservato ed ho sperato che tu mi rivolgessi la parola, anche solo con poche parole, chiedendo la mia opinione o ringraziandomi per qualcosa di buono che ti era accaduto ieri, però ho notato che eri molto occupato a cercare il vestito giusto da metterti per andare a lavorare. Ho continuato ad aspettare ancora mentre correvi in casa per vestirti e sistemarti, sapevo che avresti avuto del tempo anche solo per fermarti qualche minuto e dirmi "Ciao"; però eri troppo occupato. Per questo ho acceso il cielo per te, l'ho riempito di colori e di canti di uccelli per vedere se cosi mi ascoltavi, però nemmeno di questo ti sei reso conto. Ti ho osservato mentre ti accingevi al lavoro e ti ho aspettato pazientemente tutto il giorno, con le molte cose che avevi da fare, suppongo che tu sia stato troppo occupato per dirmi qualcosa. Al tuo rientro ho visto la stanchezza sul tuo volto ed ho pensato di rinfrescarti un poco facendo cadere una lieve pioggia, perché questa la portasse via, il mio era un dono, ma tu ti sei infuriato ed hai offeso il mio nome. Desideravo tanto che tu mi parlassi…… c'era ancora tanto tempo ho pensato. Dopo hai acceso il televisore, ti ho aspettato pazientemente, mentre guardavi la TV, hai cenato ed immerso nel tuo mondo ti sei dimenticato nuovamente di parlare con me. Ho notato che eri stanco ed ho compreso il tuo desiderio di silenzio e cosi ho fatto scendere il sole ed al suo posto ho disteso una coperta di stelle ed al centro di questa ho acceso una candela: era uno spettacolo bellissimo; ma tu non ti sei accorto di nulla. Al momento di dormire, dopo aver augurato la buona notte alla famiglia, ti sei coricato e quasi immediatamente ti sei addormentato. Ho accompagnato i tuoi sogni con musica e dolci pensieri ed i miei angeli hanno vegliato su di te, ma non importa, perché forse nemmeno ti rendi conto che sono sempre li con te. Ho più pazienza di quanto immagini, mi piacerebbe pure insegnarti ad avere pazienza tu con gli altri. Ti amo tanto che attendo tutti i giorni una preghiera, i doni che ti ho dato oggi sono frutto del mio amore per te. Bene ti sei svegliato di nuovo ed ancora una volta io sono qui ed aspetto, senza nient'altro che il mio amore per te, sperando che oggi tu possa dedicarmi un po' di tempo. Buona Giornata! Tuo PAPA' DIO
Ho cercato ed ho trovato una risposta alla mia piccola anima confusa. Trovata in un sito web . February 15 MSFDarfur, nuovi attacchi provocano la fuga di migliaia di persone. La crescente insicurezza impedisce di raggiungere le popolazioni in difficoltà. Khartoum/Roma, 29 gennaio 2007 – Dalla fine di dicembre 2006, nuovi attacchi nel Darfur occidentale hanno distrutto numerosi villaggi e provocato la fuga di migliaia di persone. Gli sfollati hanno trovato rifugio nei campi di Ardamata e Dorti, situati alla periferia di El Geneina, la capitale del Darfur occidentale, mentre altre persone sono rimaste bloccate più a nord a Tanjeke. Circa 750 famiglie – oltre 5mila persone – sono riuscite fino a oggi a raggiungere i campi di Ardamata e Dorti, ma molti altri sono rimasti indietro e restano alla mercé dei gruppi armati ancora attivi nella regione. Nel villaggio di Tanjeke, che si trova 30 km a nord di El Geneina, almeno mille famiglie sono radunate in piccoli rifugi individuali fatti di erba e foglie e privi di tetti adeguati. Le persone sfollate sono altresì prive di acqua e saranno presto prive di cibo. La maggior parte di loro proviene dai campi di Artega e Kouta e sta fuggendo per la seconda volta in meno di tre anni. Il 19 gennaio, un’equipe di valutazione di Medici Senza Frontiere (MSF) ha potuto raggiungere Tanjeke, ma gli alti livelli di insicurezza lungo la strada hanno impedito ogni ulteriore intervento. Questo ambiente estremamente pericoloso lascia la popolazione sfollata, già indebolita, priva della quanto mai necessaria assistenza. Nel frattempo, a El Geneina continuano a giungere persone sfollate a piccoli gruppi, principalmente durante la notte a causa del rischio di attacchi lungo la strada. Numerosi sono i rapporti di atti di violenza perpetrati nei confronti degli abitanti dei villaggi. Nel campo di Ardamata, MSF ha messo in piedi una clinica mobile per effettuare uno screening dei nuovi arrivati, e oltre 500 persone sono state curate. Inoltre, l’8 gennaio, sono stati distribuiti generi di prima necessità (come taniche per l’acqua, coperte e teli di plastica) a 750 famiglie nei campi di Ardamata e Dorti. Sono stati distribuiti anche biscotti ad alto contenuto proteico agli sfollati. “Le condizioni di vita nei campi sono particolarmente difficili in questo periodo dell’anno, con le temperature che scendono a cinque gradi durante la notte”, afferma Stephane Reynier, coordinatore di MSF a El Geneina. “La popolazione sfollata ancora intrappolata nella regione di Sirba sta patendo condizioni di estrema difficoltà, in aggiunta all’insicurezza della zona”. L’insicurezza costante nella regione e in particolare lungo le strade rende i movimenti estremamente difficili per gli operatori umanitari. Oggi, in Darfur, raggiungere le popolazioni in difficoltà è, in molti casi, impossibile. MSF lavora in Darfur dall’inizio del 2004. September 04 Medici senza FrontieraDarfur: a Mornay arriva il colera dopo la riduzione negli aiuti Nelle ultime due settimane otto persone, tra cui un bambino di cinque anni, hanno perso la vita a causa del colera a Mornay, nel Darfur occidentale. Il team di Medici Senza Frontiere (MSF) ha già trattato oltre 60 pazienti. La situazione si prospetta ancora più tragica dopo il ritiro da parte di alcune agenzie umanitarie dei programmi di assistenza per le persone che vivono nei campi sfollati in Darfur. A Mornay tutte le condizioni attuali contribuiscono alla comparsa del colera. Nel 2003 Mornay era un piccolo villaggio di 5mila abitanti. Oggi oltre 75mila persone vi hanno trovato rifugio, fuggendo da violenza e omicidi. Per oltre due anni le persone si sono ammassate in ripari improvvisati. L'affollamento, la mancanza di latrine, di un sistema di smaltimento dei rifiuti e il drenaggio inadeguato delle acque contribuiscono a rendere gli sfollati particolarmente vulnerabili alle malattie intestinali. MSF ha installato un sistema di distribuzione dell'acqua potabile nel 2004. Questo sistema è stato poi gestito da Oxfam e viene oggi supervisionato da WES un'organizzazione locale sostenuta dall'UNICEF. Oggi il sistema sta cedendo sia in termini di qualità che di quantità. Mentre almeno 20 litri d'acqua a persona sarebbero necessari per coprire i bisogni giornalieri, gli sfollati ne ricevono appena 12. Inoltre due cisterne d'acqua sono state sostituite con un sistema che pompa acqua da un pozzo pieno di fango e contaminato da batteri (coliformi fecali). La fanghiglia rende difficile clorinare l'acqua. Diversi rubinetti rotti non sono stati riparati. "E' comparso il colera e otto persone sono già morte", afferma Hiam El Zein, capo missione per MSF nel Darfur occidentale. "Queste morti sono il risultato di un aiuto inadeguato agli sfollati. A Mornay, come in altre località, dove decine di migliaia di sfollati si sono ammassati, alcune organizzazioni stanno interrompendo servizi fondamentali. Questo può essere dovuto al fatto che le istituzioni e i governi donatori hanno bloccato o ridotto i finanziamenti o perché queste agenzie si sono impegnati in attività di sviluppo. A Mornay, l'UNICEF non ha mantenuto le sue promesse a causa della mancanza di fondi". A giugno 2006 l'UNICEF ha annunciato di aver ricevuto solo il 3% dei fondi richiesti ai donatori (soprattutto governi occidentali). Degli 89 milioni di dollari necessari, ne sono arrivati appena 2,81$. Il risultato è che a Mornay il WES non sta ricevendo fondi sufficienti dall'UNICEF. La mancanza di manutenzione adeguata e regolare del sistema di approvvigionamento idrico, insieme alle scarse condizioni sanitarie nelle quali gli sfollati sono stati costretti a vivere per oltre due anni, è cruciale nello spiegare perché il colera sia comparso nei campi. Il team MSF a Mornay ha curato rapidamente i pazienti e ha allestito un centro per il trattamento del colera in tende vicine all'ospedale. Sono stati inoltre preparati otto centri periferici per la reidratazione per via orale. In un campo come quello di Mornay ci si possono attendere oltre 2mila casi di colera. Tutto è pronto nel caso in cui il centro per il trattamento abbia bisogno di aumentare la propria capacità a 180 posti letto, se il numero di pazienti crescerà rapidamente. "Dobbiamo investire nuovamente sul sistema di distribuzione dell'acqua perché WES non dispone né dello staff né dei fondi necessari da parte dell'UNICEF", aggiunge EL Zein. "Stiamo per allestire un sistema che ci consentirà di utilizzare acqua di superficie che è trasparente e che va decontaminata per cui verrà clorinata. I nostri team ci hanno inoltre aiutato a disinfettare le aree contaminate con spray di soluzione clorica". Nel 2005, con l'arrivo di molte agenzie d'aiuto in Darfur, MSF si era ritirata dalla gestione di sistemi di distribuzione dell'acqua per riorientarsi sulle attività mediche e rimanere reattiva sulle nuove emergenze. Il bisogno di assistenza era e rimane molto alto per la popolazione costretta a vivere in questi campi. Nonostante la situazione in Darfur sembri ormai cronica, a causa delle sempre più frequenti esplosioni di violenza, c'è ancora uno stato di emergenza grave. Le persone hanno gli stessi bisogni di due anni fa e la riduzione degli aiuti può avere un impatto tragico sulle loro condizioni di vita. Lo scorso maggio, MSF ha visto le conseguenze della riduzione nelle distribuzioni di cibo da parte del Programma Alimentare Mondiale (PAM), dovuto a una mancanza di fondi, durante il periodo più critico dell'anno. Oggi a Mornay MSF testimonia un'altra volta gli effetti tangibili del ritiro da parte delle agenzie d'aiuto sulla salute delle persone. April 22 bello sognareQuanti pensieri che assalgono la mia mente, quanti sogni infranti, Che mi riconducono al sogno che adesso vivo,pensieri,che affollano la mia mente, E giusto continuare così?magari per lui e solo un passatempo, Qualche ora che vola via in un istante,strade che dovrebbero accorciare le distanze, Ma inesorabilmente le allungano,il dolce sorriso che mi accompagna per la strada, Ma che un lampo nel cielo mi riporta alla realtà,quanto potrò prendermi in giro, E via come solito fare ,mi appresto a ritirarmi,in quel piccolo angolo di serenità che ancora e rimasto in me,pensieri troppo malinconici per 2 volte che ci siamo visti,avvolte rimango senza parole, Forse perchè so che non ce molto da dire,rimango lì a guardarti, Cercando nei tuoi occhi cosa pensi, Ma si infondo un attimo un sogno di poche ore e un sogno che dura tutta la vita. April 09 IO LO AVEVO DETTOAngelo non aprire il cancello Fuori c’è solitudine Malinconia, non troverai il Tuo angelo volato via da te, Rafforza il tuo animo, Cosi che nessuno penetri più il tuo cuore. Angelo non piangere, il cancello e chiuso Dal mondo che ti butta via Come se un angelo di luce non valesse più di tanto. Angelo, non ascoltare le voci che arrivano. Da fuori, sono ingannevoli L’uomo non sa più cosa sia l'amore, L’uomo si nasconde dall'amore L’omo crea mille sotto rifugi Per sfuggire via da te. Angelo rimani nel mondo in cui non Esiste la tristezza Non aprire più quel cancello rimani Qui al sicuro, dove nulla e nessuno potrà toccarti. February 06 lello Il valore di un sorriso Un sorriso non costa nulla ma vale molto.Arricchisce chi lo riceve e chi lo dona.Non dura che un istante, ma il suo ricordo è talora eterno.Nessuno è così ricco da poterne fare a meno.Nessuno è cosi povero da non poterlo dare.In casa porta felicità, nella fatica infonde coraggio. Un sorriso è segno di amicizia. Un bene che non si può comperare, ma solo donare.Se voi incontrerete chi un sorriso non vi sa dare, donatelo voi. Perchè nessuno ha tanto bisogno di un sorriso, come colui che ad altri darlo non sa. January 14 riprendi le tue aliTu non sei mai solo, hai un Angelo accanto a te, anche se può sembrarti lontano, là da qualche parte nel cielo che vola tra le nuvole, ma quello è il posto da cui gli Angeli provengono, non dove risiedono. Tu devi solo chiamarli perché siano subito al tuo fianco. Perché tu non si mai solo, tu hai un Angelo accanto a te, almeno uno se non di più. Chiedi loro qualcosa, aspetta la risposta attraverso la TV, la posta o attraverso i sogni, ci sarà un loro messaggio dall'alto per aiutarti, guidarti, per farti sentire amato. Perché tu non sei mai solo, c'è un Angelo accanto a te. Quindi, se ti senti solo, o se ti senti triste, ricorda tu non si mai solo, c'è un Angelo accanto a te. ~ Anonimo per sempre insieme nell'universoMi manchi come l'aria che respiro la mattina appena sveglia,
mi manca il tuo sorriso che mi dava forza in ogni momento,
mi manca la tua dolceza quando mi sussuravi dolci penseri,facendomi addormentare fra le
tue braccia.
Mi manchi ogni volta che chiudo gli occhi.
January 12 C.R.I iuti umanitariAiuti umanitari, Operazione Antica Babilonia
Roma 24-11-2005
Nell’ Operazione Antica Babilonia, il Corpo Militare ed il Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana, oltre che fornire un supporto sanitario al contingente militare, sono promotori di diversi interventi umanitari a favore della popolazione irachena. In adesione a specifiche richieste, grazie al sostegno dato da molti cittadini, aziende, associazioni ed enti, è stato possibile inviare materiali per un valore di circa 600.000,00 euro.
December 26 L'INTOLLERANZA DI OGNI GENERE
E MOLTI DI NOI SANNO SOLO GIUDICARE DALLE APPARENZE SENZA MAI VEDERE COSA C'è DIETRO AD OGNI PERSONA. November 29 senza titoloSabato 2 agosto 1980 alle 10,25 un ordigno ad alto potenziale esplose nella sala d'aspetto di seconda classe della stazione di Bologna: lo scoppio fu violentissimo e provocò il crollo delle strutture sovrastanti le sale d'aspetto di prima e seconda classe, dove si trovavano gli uffici dell'azienda di ristorazione Cigar, e di circa 30 metri di pensilina. L'esplosione investì anche il treno Ancona-Chiasso, in sosta al primo binario. Il bilancio di questa strage fu di 85 morti e 200 feriti. Le indagini dei magistrati subirono diversi tentativi di depistaggio. Nel 1995, vennero infine condannati all'ergastolo in via definitiva come esecutori della strage i terroristi dei Nar (Nuclei armati rivoluzionari- formazione di estrema destra) Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro. Luigi Ciavardini, anch'egli esponente dei Nar e minorenne all'epoca dei fatti, è stato condannato per banda armata ed è stato rinviato a nuovo processo per le responsabilità nell'esecuzione della strage. Per i depistaggi furono condannati Francesco Pazienza, Licio Gelli, il generale Pietro Musumeci e il colonnello Giuseppe Belmonte.
La forza D'AnimoChi è Karol Wojtyla ??
KAROL WOJTYLA di origine polacca, già arcivescovo di Cracovia, nominato cardinale il 26 giugno 1967 da Paolo VI, viene eletto Papa il 16 ottobre 1978, col nome di GIOVANNI PAOLO II. Un papa con precedenti sportivi, prete operaio, colto, anticonformista, che non gradendo il protocollo, desta subito l'affetto del mondo dei fedeli e anche di quello laico (forse un po' meno in una parte di quel "mondo" episcopale, tradizionalista, con tante idee e personalismi cresciuti dentro una Curia con il serioso imprinting pacelliano). Karol Josef Wojtyla, nacque a Wadowice, città a 50 km da Cracovia, il 18 maggio 1920, da Emilia Kaczorowska, figlia di un sellaio, e da Karol Wojtyla, figlio di una sarto, che dal 1900 ha militato come sottufficiale nell'esercito austriaco, poi in quello polacco. Il 5 dicembre 1932, muore di tifo il fratello Edmund. L'anno dopo Karol termina la terza ginnasiale. Nel '34 affronta lo studio del greco e grazie allo stimolo di un suo insegnante, è preso da una vera e propria passione per la letteratura, in particolare per quella drammatica, e per il teatro. Sono di questo periodo le recite sul palco della scuola di Wadowice. Più tardi entrerà nello "Studio 38", un circolo teatrale, contemporaneamente fa serate di poesia alla Casa Cattolica, dove declamerà anche suoi versi. Superati - il 14 maggio 1938 - gli esami di maturità , si iscrive all'Università Jagellonica nella facoltà di Lettere e Filosofia. L'"operaio" che ha cambiato l'Europa. Il 18 febbraio 1941 gli muore anche il padre.
Agosto - L'Arcivescovo Adam Stefan Sapieha lo trasferisce, insieme ad altri seminaristi 'clandestini', nel Palazzo dell'Arcivescovado. Vi rimarrà fino alla fine della guerra. Continua gli studi. Interrompe i contatti con la Solvay.9 novembre - Tonsura.
Fa parlare di sè in Polonia, quando il 18 maggio 1969 posa la prima pietra della chiesa di Nova Huta, opponendosi al regime comunista che si era sempre opposto alla costruzione di chiese e qualsiasi luogo di culto.
Un uomoContro la mafia
Dopo il concorso in magistratura, nel 1964 diviene pretore a Lentini per trasferirsi subito come sostituto procuratore a Trapani, dove rimane per circa dodici anni. E' in questa sede che va progressivamente maturando l'inclinazione e l'attitudine verso il settore penale: come egli stesso ebbe a dire, "era la valutazione oggettiva dei fatti che mi affascinava", nel contrasto con certi meccanismi "farraginosi e bizantini" particolarmente accentuati in campo civilistico. All'indomani del tragico attentato al giudice Cesare Terranova, avvenuto il 25 settembre 1979, Falcone comincia a lavorare a Palermo presso l'Ufficio istruzione. Il consigliere istruttore Rocco Chinnici gli affida nel maggio 1980 le indagini contro Rosario Spatola, un processo che investiva anche la criminalità statunitense, e che vide il procuratore Gaetano Costa - ucciso nel giugno successivo - ostacolato da alcuni sostituti, al momento della firma di una lunga serie di ordini di cattura. Proprio in questa prima esperienza Giovanni Falcone avverte come nel perseguire i reati e le attività di ordine mafioso occorra avviare indagini patrimoniali e bancarie (anche oltre oceano), e come soprattutto occorra la ricostruzione di un quadro complessivo, una visione organica delle connessioni, la cui assenza in passato aveva provocato una "raffica di assoluzioni". Il 29 luglio 1983 il consigliere Chinnici, a capo del team di magistrati di cui fanno parte Falcone, Barrile e Paolo Borsellino, viene ucciso con la sua scorta in via Pipitone; lo sostituisce Antonino Caponnetto, il quale riprende l'intento di assicurare agli inquirenti le condizioni più favorevoli nelle indagini sui delitti di mafia. Si costituisce quello che verrà chiamato "pool antimafia", sul modello delle èquipes attive nel decennio precedente di fronte al fenomeno del terrorismo politico. Oltre lo stesso Falcone del gruppo facevano parte i giudici Di Lello e Guarnotta, e Paolo Borsellino, che aveva condotto l'inchiesta sull'omicidio del capitano dei Carabinieri Emanuele Basile, nel 1980. L'interrogatorio iniziato a Roma nel luglio 1984 in presenza del sostituto procuratore Vincenzo Geraci e di Gianni De Gennaro, del Nucleo operativo della Criminalpol, del "pentito" Tommaso Buscetta, è da considerarsi una vera e propria svolta per la conoscenza di determinati fatti di mafia e specialmente della struttura dell'organizzazione "Cosa nostra". I funzionari di Polizia Giuseppe Montana e Ninni Cassarà, stretti collaboratori di Falcone e Borsellino, vengono uccisi nell'estate 1985. Si comincia a temere per l'incolumità dei due magistrati, i quali, per motivi di sicurezza, vengono trasferiti con le famiglie presso il carcere dell'Asinara. Attraverso questa serie di vicende drammatiche si giunge alla sentenza di condanna a Cosa nostra nel primo maxiprocesso (16 dicembre 1987) emessa dalla Corte di Assise di Palermo, presidente Alfonso Giordano, dopo ventidue mesi di udienze e trentasei giorni di riunione in camera di consiglio. L'ordinanza di rinvio a giudizio per i 475 imputati era stata depositata dall'Ufficio istruzione agli inizi di novembre di due anni prima. Gli avvenimenti successivi risentono negativamente di tale successo. Nel gennaio il Consiglio superiore della magistratura preferisce il consigliere Antonino Meli a Falcone, a capo dell'Ufficio istruzione, in sostituzione di Caponnetto che aveva voluto lasciare l'incarico. Inoltre in seguito alle confessioni del "pentito" catanese Antonino Calderone, che avevano determinato una lunga serie di arresti (comunemente noti come "blitz delle Madonie"), il magistrato inquirente di Termini Imerese si ritiene incompetente, e trasmette gli atti all'Ufficio palermitano. Meli, in contrasto con i giudici del pool, rinvia le carte a Termini, in quanto i reati sarebbero stati commessi in quella giurisdizione. La Cassazione, allo scorcio del 1988, ratifica l'opinione del consigliere istruttore, negando la struttura unitaria e verticisti delle organizzazioni criminose, e affermando che queste, considerate nel loro complesso, sono dotate di "un'ampia sfera decisionale, operano in ambito territoriale diverso ed hanno preponderante diversificazione soggettiva". Questa decisione sancisce giuridicamente la frantumazione delle indagini che l'esperienza di Palermo aveva inteso superare. Il 30 luglio Giovanni Falcone richiede di essere destinato a un altro ufficio. In autunno Meli gli rivolge l'accusa d'aver favorito in qualche modo il cavaliere del lavoro di Catania Carmelo Costanzo, e quindi scioglie il pool, come il giudice Paolo Borsellino aveva previsto fin dall'estate in un pubblico intervento, peraltro censurato dal CSM. I giudici Di Lello e Conte si dimettono per protesta. Su tutta questa vicenda nel giugno 1992, durante un dibattito promosso a Palermo dalla rivista "Micromega", Borsellino ebbe a ricordare: "La protervia del consigliere istruttore Meli l'intervento nefasto della Corte di cassazione cominciato allora e continuato fino a oggi, non impedirono a Falcone di continuare a lavorare con impegno". Nonostante simili avvenimenti sempre nel corso del 1988, Falcone aveva realizzato una importante operazione in collaborazione con Rudolph Giuliani, procuratore distrettuale di New York, denominata "Iron Tower", grazie alla quale furono colpite le famiglie dei Gambino e degli Inzerillo, coinvolte nel traffico di eroina. Il 20 giugno 1989 si verifica il fallito e oscuro attentato dell'Addaura presso Mondello a proposito del quale Falcone affermò "Ci troviamo di fronte a menti raffinatissime che tentano di orientare certe azioni della mafia. Esistono forse punti di collegamento tra i vertici di Cosa nostra e centri occulti di potere che hanno altri interessi. Ho l'impressione che sia questo lo scenario più attendibile se si vogliono capire davvero le ragioni che hanno spinto qualcuno ad assassinarmi". Il periodo subito successivo segue con lo sconcertante episodio del cosiddetto "corvo": alcune lettere anonime che accusano astiosamente Falcone e altri. Una settimana dopo l'attentato il CSM decide la nomina di Giovanni Falcone a procuratore aggiunto presso la Procura della Repubblica di Palermo. Nel gennaio 1990 coordina un'inchiesta che porta all'arresto di quattordici trafficanti colombiani e siciliani, inchiesta che aveva preso l'avvio dalle confessioni del "pentito" Joe Cuffaro' il quale aveva rivelato che il mercantile Big John, battente bandiera cilena, aveva scaricato nel gennaio 1988, 596 chili di cocaina al largo delle coste di Castellammare del Golfo. Nel corso dell'anno si sviluppa lo "scontro" con Leoluca Orlando, originato dall'incriminazione per calunnia nei confronti del "pentito" pellegriti, il quale rivolgeva accuse al parlamentare europeo Salvo Lima. La polemica prosegue con il ben noto argomento delle "carte nei cassetti" che Falcone ritenne frutto di puro e semplice "cinismo politico". Nel 1990 alle elezioni dei membri togati del Consiglio superiore della magistratura, Falcone è candidato per le liste "Movimento per la giustizia" e "Proposta 88" (nella circostanza collegate): l'esito sarà però negativo. Intanto si fanno più aspri i dissensi con l'allora procuratore Giammanco, sia sul piano valutativo, sia su quello etico, nella conduzione delle inchieste. Falcone accoglie l'invito del vice-presidente del Consiglio dei ministri, Claudio Martelli, che aveva assunto l'interim del Ministero di grazia e giustizia, a dirigere gli Affari penali del ministero, assumendosi l'onere di coordinare una vasta materia, dalle proposte di riforme legislative alla collaborazione internazionale. Si apre così dal marzo 1991 un periodo caratterizzato da una attività intensa, volta a rendere più efficace l'azione della magistratura nella lotta contro il crimine. Falcone si impegna a portare a termine quanto ritiene condizione indispensabile del rinnovamento: la razionalizzazione dei rapporti tra pubblico ministero e polizia giudiziaria, e il coordinamento tra le varie procure. Si poneva l'esigenza di un coordinamento di livello nazionale. Istituita nel novembre del 1991 la Direzione nazionale antimafia, sulle funzioni di questa il giudice si soffermò anche nel corso della sua audizione al Palazzo dei Marescialli del 22 marzo 1992. "Io Credo - egli chiarì in tale circostanza, secondo un resoconto della seduta pubblicato dal settimanale "L'Espresso" (7 giugno 1992) - che il procuratore nazionale antimafia abbia il compito principale di rendere effettivo il coordinamento delle indagini, di garantire la funzionalità della polizia giudiziaria e di assicurare la completezza e la tempestività delle investigazioni. Ritengo che questo dovrebbe essere un organismo di supporto e di sostegno per l'attività investigativa che va svolta esclusivamente dalle procure distrettuali antimafia". La candidatura di Falcone a questi compiti fu ostacolata in seno al CSM, il cui plenum non aveva ancora assunto una decisione definitiva, prima della tragica morte di Falcone. E' il 23 maggio 1992 quando alle 17 e 56, all'altezza del paese siciliano di Capaci, cinquecento chili di tritolo fanno saltare in aria l'auto su cui viaggia il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre uomini della scorta, Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani. All'esecrazione dell'assassinio, il 4 giugno si unì il Senato degli Stati Uniti, con una risoluzione intesa a rafforzare l'impegno del gruppo di lavoro italo-americano, di cui Falcone era componente. Nemmeno due mesi più tardi, il 19 luglio, toccava a un altro magistrato cadere sotto i colpi della mafia. Paolo Borsellino veniva ucciso da un'autobomba a Palermo in via D'Amelio. Si tratta di uno dei periodi più bui della storia della Repubblica Italiana. Falcone fu personaggio discusso, per alcuni molto odiato in vita e molto amato dopo la morte, un personaggio diffidente e schivo, ma tenace ed efficiente. Per quanto fosse un uomo normale, ha lottato in prima persona con tutte le sue forze per tutelare la propria autonomia di giudice in trincea contro la mafia, e oggi è considerato a tutti gli effetti un simbolo positivo, una storia da non dimenticare. November 24 lucio (med)
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